{"id":4426,"date":"2026-06-03T15:15:20","date_gmt":"2026-06-03T14:15:20","guid":{"rendered":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/?p=4426"},"modified":"2026-06-03T15:23:24","modified_gmt":"2026-06-03T14:23:24","slug":"4426","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2026\/06\/4426\/","title":{"rendered":"Discorso dell&#8217;Ambasciatore Mengoni alla Festa della Repubblica 2026"},"content":{"rendered":"<p><strong>Distinti membri del governo e delle istituzioni della Repubblica Federale di Nigeria,<\/strong><\/p>\n<p><strong>Decano del corpo diplomatico,<\/strong><\/p>\n<p><strong>Colleghi del corpo diplomatico e del Ministero degli Affari Esteri,<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ospiti illustri,<\/strong><\/p>\n<p><strong>Signore e signori,<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cari italiani,<\/strong><\/p>\n<p><strong>Buonasera.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 sempre con profonda emozione che ospito la ricezione per la nostra Festa Nazionale, soprattutto nel nostro ottantesimo compleanno. Ho tre riflessioni da condividere con voi.<\/p>\n<p>La prima riguarda il compleanno della Repubblica Italiana. La nostra Repubblica imperfetta, travagliata e amata. \u00c8 stato un lungo viaggio, che deve ancora essere completato. Forse non sar\u00e0 mai completamente completato. Nel 1946 le distruzioni della guerra erano ovunque. L\u2019Italia era in rovina. La vergogna del fascismo era impressa nella carne del nostro Paese; la vergogna dell\u2019aggressione contro nazioni sovrane come l\u2019Etiopia; la vergogna delle leggi razziali e della persecuzione contro gli ebrei. In quel giorno gli italiani scelsero la Repubblica. Rifiutarono il passato e posero le basi per una nuova societ\u00e0, libera dal nazionalismo cieco, dal fascismo, dal colonialismo e dall\u2019oppressione. Volevamo creare una comunit\u00e0 aperta e inclusiva di cittadini liberi, attivi e responsabili.<\/p>\n<p>Ricordo brevemente l\u2019articolo 3 della Costituzione. \u00c8 cos\u00ec chiaro e profondo da essere quasi poesia:<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><em>Tutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. \u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che (\u2026) limitano di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini.<\/em><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Possiamo ora guardare con orgoglio al nostro sforzo collettivo in questi 80 anni. L\u2019Italia \u00e8 diventata un Paese veramente democratico e libero, dove ogni cittadino ha l\u2019opportunit\u00e0 di esprimersi; \u00e8 pi\u00f9 ricco, pi\u00f9 unito e pi\u00f9 inclusivo; fa parte dell\u2019Unione Europea e di una comunit\u00e0 internazionale costruita sulla cooperazione; \u00e8 fondato sulla solidariet\u00e0, una parola che risuona bene con le radici cattoliche dell\u2019Italia ma che ha un significato per tutti, indipendentemente dalla religione; solidariet\u00e0 per gli anziani, per i bambini, per i malati, per i rifugiati e gli immigrati che vengono da lontano.<\/p>\n<p>Il 2 giugno 1946, per la prima volta, le donne furono ammesse al voto. Fu il primo passo affinch\u00e9 le donne diventassero cittadine a pieno titolo del nostro Paese. Ventuno donne entrarono nel nuovo Parlamento: erano ex leader della Resistenza, avvocate, lavoratrici, insegnanti. Quando sedettero in Parlamento, non si limitarono ad assistere alla stesura della Costituzione del dopoguerra: la scrissero. Ci vollero decenni perch\u00e9 la nuova Repubblica correggesse tutte le distorsioni di legge che discriminavano le donne. Le donne dovettero combattere contro stigma e pregiudizi. Rivendicarono la loro dignit\u00e0 e il loro posto nella societ\u00e0. Presero il controllo delle loro vite, dei loro corpi, del loro futuro. Possono scegliere qualsiasi ruolo desiderino, cosa studiare, dove lavorare, chi amare, se e quando sposarsi, quanti figli avere.<\/p>\n<p>Fino al 1981 un uomo che violentava una donna poteva farla franca se sposava la vittima. Quell\u2019assurdit\u00e0 cambi\u00f2 quando una ragazza di 17 anni in Sicilia rifiut\u00f2 di sposare l\u2019uomo che l\u2019aveva violentata per otto giorni. Tutti questi cambiamenti furono portati dalla determinazione delle donne italiane. Non devono spaventare nessuno. <strong>Come disse Tina Anselmi, la prima donna ministro:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cQuando le donne si impegnano per cambiare, le loro vittorie sono vittorie per l\u2019intera societ\u00e0.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Il percorso verso la piena uguaglianza \u00e8 ancora lontano dall\u2019essere completato. Abbiamo avuto la nostra prima presidente del Consiglio donna solo nel 2022. Le donne sono sottorappresentate in Parlamento e nei consigli di amministrazione delle principali aziende. Gli stipendi tra uomini e donne spesso non sono uguali. I tassi di disoccupazione sono pi\u00f9 alti per le donne. Molte donne devono scegliere tra crescere una famiglia o lavorare. Un numero inaccettabile di donne viene ucciso ogni anno dai mariti o dai partner. Eppure, ancora una volta, il percorso era chiaro fin dal 1946. Le donne hanno costruito l\u2019Italia moderna, con il loro lavoro e la loro dedizione. Vi invito tutti a visitare la mostra sulle donne italiane nel giardino.<\/p>\n<p><strong>La terza riflessione riguarda l\u2019articolo 11 della Costituzione<\/strong>:<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><em>L\u2019Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parit\u00e0 con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit\u00e0 necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni (\u2026).<\/em><strong>\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Pace e giustizia. Questi sono stati i nostri fari per 80 anni. Sono profondamente radicati nella nostra coscienza collettiva. La pace non \u00e8 solo assenza di guerra: \u00e8 la costruzione di un sistema internazionale pi\u00f9 equo, pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 democratico, in cui ogni nazione sia rispettata. Per questo sosteniamo gli sforzi di Kyiv contro l\u2019aggressione della Russia. <strong>Come ha detto ieri il Presidente Mattarella nella ricezione per il corpo diplomatico:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cSentiamo che la causa della libert\u00e0 e dell\u2019indipendenza ucraina \u00e8 anche la nostra.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La pace significa creare una famiglia di nazioni democratiche. Siamo uno dei sei membri fondatori della Comunit\u00e0 Economica Europea nel marzo 1957. Facciamo parte dell\u2019Alleanza Atlantica e siamo membri impegnati delle Corti Internazionali. L\u2019Italia \u00e8 un sostenitore attivo e uno dei principali contributori del sistema ONU. I nostri soldati hanno partecipato a innumerevoli operazioni internazionali di pace. Mille soldati italiani sono ancora in Libano sotto la bandiera delle Nazioni Unite. Crediamo che le Nazioni Unite siano e debbano rimanere l\u2019unico foro per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.<\/p>\n<p><strong>La scelta \u00e8 chiara, ha detto il Presidente Mattarella:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cPossiamo decidere se continuare a sostenere il primato del diritto internazionale e la ricerca di soluzioni condivise, che si oppongono alla logica dello scontro e della discordia. Alimentare il fuoco del risentimento e dell\u2019odio ci porter\u00e0 solo sulla strada della guerra e dei conflitti perpetui.\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nigeria e Italia.<\/strong><br \/>\nPossiamo dire che l\u2019Italia ha contribuito allo sviluppo della Nigeria. Migliaia di italiani vennero in Nigeria in cerca di opportunit\u00e0 economiche. Molti rimasero. Aziende come AGIP, che oggi chiamiamo ENI. Salini. B-Stabilini. Cappa D\u2019Alberto. Orobica. Solo per citarne alcune. Speriamo che pi\u00f9 aziende e persone vengano in Nigeria per rafforzare le relazioni economiche, commerciali e sociali. L\u2019Ambasciata \u00e8 pronta ad assisterle tutte. Siamo certi che la risoluzione della lunga controversia con ENI, grazie agli sforzi del governo nigeriano, porter\u00e0 pi\u00f9 investimenti e interesse dall\u2019Italia. L\u2019Italia sosterr\u00e0 quanto pi\u00f9 possibile la Nigeria, la sua democrazia e il suo progresso, e gli sforzi del governo nigeriano per proteggere tutto il suo popolo, indipendentemente dalla religione e dall\u2019etnia.<\/p>\n<p>Lo scorso anno il Presidente Bola Ahmed Tinubu \u00e8 stato a Roma per un\u2019importante conferenza internazionale sulla lotta al terrorismo; l\u00ec ha incontrato la nostra Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Pi\u00f9 avanti quest\u2019anno Nigeria e Italia presiederanno congiuntamente la conferenza internazionale per il rifinanziamento del Global Partnership for Education, la principale iniziativa a sostegno dell\u2019istruzione nel mondo, in particolare in Africa.<\/p>\n<p>Voglio anche riconoscere il contributo dei migranti nigeriani all\u2019economia e alla societ\u00e0 italiana. Nel 2025, 132.000 nigeriani risultavano legalmente residenti in Italia. Lavorano nei trasporti, nell\u2019industria, nell\u2019agricoltura, nell\u2019ospitalit\u00e0, nel commercio. Avviano imprese. Sono giovani e hanno il pi\u00f9 alto tasso di natalit\u00e0. Non sorprende, direi. Alla fine del video avete visto la fotografia di una giovane donna. \u00c8 Paola Egonu, la leader della nazionale italiana di pallavolo femminile, medaglia d\u2019oro a Parigi. Paola \u00e8 italiana, nata e cresciuta in Italia. I suoi genitori sono nigeriani.<\/p>\n<p>Concludo. Noi italiani guardiamo all\u2019Africa come al nostro vicino e al nostro partner. Nessun Paese pu\u00f2 essere un\u2019isola in un mondo interconnesso che affronta sfide globali: terrorismo, criminalit\u00e0 internazionale, povert\u00e0 e la pi\u00f9 grande minaccia per l\u2019intera umanit\u00e0, il cambiamento climatico. Crediamo in uno sforzo congiunto per promuovere pace, democrazia e giustizia sociale in Africa e nel mondo. Ogni Paese africano ha il proprio percorso di sviluppo e cambiamento, secondo le sue tradizioni, la sua storia e la sua cultura. E questo \u00e8 ancora pi\u00f9 vero per la Nigeria. L\u2019Italia non d\u00e0 lezioni. Possiamo solo offrire alla Nigeria il nostro esempio imperfetto di un Paese che, attraverso decenni di duro lavoro, \u00e8 cambiato in meglio. Tutto \u00e8 iniziato 80 anni fa. E continuer\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" \n    src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Amb.-Mengoni-discorso-80th-Italian-National-day-festa-della-repubblica-2-giugno-2026.2.jpg\"\n    alt=\"L\u2019Ambasciatore d\u2019Italia Roberto Mengoni durante il discorso per l\u201980\u00ba anniversario della Repubblica, affiancato dalla Guardia d\u2019Onore\"\n    title=\"Amb. Mengoni \u2013 Discorso per l\u201980\u00ba anniversario della Repubblica\"\n    style=\"max-width:100%; height:auto; display:block; margin:0 auto;\"\n\/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Distinti membri del governo e delle istituzioni della Repubblica Federale di Nigeria, Decano del corpo diplomatico, Colleghi del corpo diplomatico e del Ministero degli Affari Esteri, Ospiti illustri, Signore e signori, Cari italiani, Buonasera. \u00c8 sempre con profonda emozione che ospito la ricezione per la nostra Festa Nazionale, soprattutto nel nostro ottantesimo compleanno. Ho tre [&hellip;]","protected":false},"author":6,"featured_media":4432,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[12],"class_list":["post-4426","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","tag-italiani-nel-mondo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4426","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4426"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4426\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4443,"href":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4426\/revisions\/4443"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4426"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambabuja.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4426"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}