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Donne, Pace e Sicurezza: Italia e Filippine all’ONU

Maria Tripodi durante la missione ONU a New York
Il Sottosegretario agli Affari Esteri Maria Tripodi in un ufficio istituzionale con le bandiere italiana ed europea.

Nel corso della missione a New York, il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Maria Tripodi, ha co-presieduto l’evento di alto livello organizzato da Italia e Filippine sull’Agenda Donne, Pace e Sicurezza.

L’iniziativa si inserisce in una fase caratterizzata da una crescente instabilità internazionale, nella quale il ruolo delle donne nei processi di prevenzione dei conflitti e costruzione della pace è considerato sempre più strategico dalle Nazioni Unite e dai principali attori internazionali.
“L’attuale frammentazione del contesto di sicurezza richiede azioni concrete a sostegno della leadership femminile: i valori e gli obiettivi dell’Agenda sono una responsabilità condivisa”, ha spiegato Tripodi, invitando altri membri della Rete a candidarsi per la co-presidenza nel 2027, ribadendo come la complessità del quadro internazionale renda ancora più importante dare continuità agli sforzi finora compiuti.

L’Agenda Donne, Pace e Sicurezza si articola tradizionalmente in quattro pilastri:

Partecipazione: consiste nel promuovere la piena, equa ed efficace partecipazione delle donne in tutti i processi negoziali e a tutti i livelli decisionali (locale, nazionale ed internazionale) volti alla prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti armati;
Protezione: si tratta della difesa dei diritti fondamentali delle donne così come prescritto dalle Convenzioni internazionali, ed in particolare la condanna di ogni forma di violenza di genere in situazioni di conflitto armato o di emergenza umanitaria. Su questo tema si è sviluppata una filiera parallela di Risoluzioni negli anni, tra cui l’importante Ris. 1820 del 2008;
Prevenzione: tale aspetto include l’incriminazione degli individui che commettano violenza contro le donne, il rafforzamento della tutela delle donne nella legislazione nazionale e il sostegno alle organizzazioni femminili a livello locale;
Ricostruzione post-conflitto: comprende l’adozione di una prospettiva di genere nelle azioni di assistenza umanitaria e nel trattamento di rifugiati e sfollati interni.

I Piani italiani, nel corso degli anni, sono stati caratterizzati da un forte e attivo coinvolgimento delle Università, degli Istituti di ricerca e delle Organizzazioni della società civile, che propongono ed eseguono i progetti di intervento sulla base di appositi bandi annuali emanati dal MAECI.